Flavio Favelli

Flavio Favelli

 

FLAVIO FAVELLI
MONTENEGRO AMARO

 

 

 

a cura di Ludovico Pratesi

 

 

 

Cattaro, Chiesa di San Paolo

 

Dal 28 aprile al 5 maggio

 

Inaugurazione 28 aprile

 

 

 

 

 

Dopo Jannis Kounellis e Michelangelo Pistoletto, quest’anno la Chiesa di San Paolo a Cattaro ospita la mostra Montenegro Amaro   di Flavio Favelli, organizzata dal Comune di Cattaro, la Comunità degli italiani di Montenegro, l’Ambasciata d’Italia a Podgorica, l’Università Popolare di Trieste e L’Unione Italiana. Flavio Favelli espone Sapore Vero,   il grande  stendardo dipinto a mano su tela,  realizzato per l’occasione e ispirato alla storica etichetta dell’Amaro Montenegro.

 

 

 

Quest’ultimo viene prodotto da un’azienda storica nell’entroterra bolognese, fondata nel 1885 dal nobile   Silvano Cobianchi, che nei primi anni si dedicava a liquori poi scomparsi come rosolio, ratafià o latte di vecchia. Dopo un viaggio in Montenegro Cobianchi decise di sfruttare le sue conoscenze delle erbe aromatiche per dare vita alla specialità della casa : un liquore che contiene 40 erbe diverse,  battezzato Amaro Montenegro in onore di Elena Petrovich Niegos , principessa di Montenegro e  futura regina d’Italia al fianco di Vittorio Emanuele III,  ricordata dallo stemma del suo paese natale presente sull’etichetta.  Il successo arrivò subito, tanto che Gabriele d’Annunzio battezzò l’amaro, che da 130 anni propone un “sapore vero”,  “il liquore delle virtudi”.

 

 

 

“Incuriosito da questa vicenda  che lega l’Italia al Montenegro attraverso una regina e un liquore,  Favelli ha deciso di interpretare  l’etichetta della storica bevanda per trasformarla in una grande tela dipinta in bianco e nero, che riprende la grafica e i motivi dell’immagine originale, giocando sul valore iconico dell’immagine, garanzia di tradizione e originalità” spiega Ludovico Pratesi ,  curatore della mostra.

 

 

 

“La cultura di un paese moderno è costituita anche dalla pubblicità, cosmo complesso e articolato di immagini e linguaggi. Il tempo della mia infanzia e adolescenza è stato scandito da prodotti, slogan e storie di marche graficamente audaci e con nomi suadenti. Da Come Natura crea Cirio conserva fino a Sapore Vero gli slogan hanno il compito di essere persuasivi e anche se non sono veri, manifestano un modo parallelo.Un vecchia etichetta dell’Amaro Montenegro, con decori regimental, raccoglie linguaggi e immagini desuete tipiche di un tempo aulico e solenne spazzato via dalle  Grandi Guerre. Una tipica storia italiana di impresa e la complessa relazione fra l’Italia e la ex Jugoslavia creano cortocircuiti densi e spesso inesplicabili” aggiunge Flavio Favelli.

 

 

 

 

 

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967 .Vive e lavora a Savigno (BO). Ha esposto in spazi pubblici e privati in Italia e all'estero, come i musei: MACRO e MAXXI di Roma, MAMbo di Bologna, Museo Marino Marini di Firenze, Palazzo Riso di Palermo, Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, Maison Rouge - Fondation Antoine de Galbert di Parigi, Projectspace 176, Londra. Fra le principali mostre collettive si ricordano quelle tenute alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alla GAMeC di Bergamo, al Castello di Rivoli e alla GAM di Torino, all'11° Biennale dell'Avana, al festival No Soul For Sale della Tate Modern di Londra, alla Fondazione Pomodoro a Milano, al Museo MADRE e al PAN di Napoli, al MOCA di Shanghai, a Villa delle Rose - GAM di Bologna, al Museo d'arte moderna di Saint-Étienne, al Museion di Bolzano e all' ppElgiz Museum of Contemporary Art|Elgiz Museum èè di Istanbul. Ha partecipato alla XIII Biennale di Scultura a Carrara e alla XV Quadriennale di Roma al Palazzo delle Esposizioni nonché alla mostra "Italics" a Palazzo Grassi, Venezia, poi itinerante all'MCA di Chicago.